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PolifemoModifica

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Polifemo

Polifemo, famosissimo Ciclope con un solo occhio in mezzo alla fronte, era figlio della ninfa Toosa e di Poseidone , fratello di Zeus, re dell’Olimpo. E' una primitiva creatura selvaggia di smisurata forza fisica e di inaudita violenza e ferocia bestiale, che vive, fuori dalle leggi divine e non conosce giustizia. E' il più famoso dei selvaggi figli giganti di Poseidone.Secondo la tradizione mitica documentata dall’Odissea, Polifemo è un essere immane e selvaggio che abita dentro una grotta, uccidendo e divorando i malcapitati stranieri che giungono ignari a quelle rive. Quando Ulisse, sbarca in Sicilia nei pressi dell’Etna e, ignaro del pericolo, penetra nella grotta con dodici compagni, si trova ad assistere al rientro del Ciclope e del suo gregge, che facevano ritorno dal pascolo. Polifemo, che colloca un macigno davanti all’ingresso, respinge le preghiere di Ulisse e non intende tenere conto delle sacre leggi dell’ospitalità, e comincia perciò a far strage dei Greci, cibandosi delle carni dei primi due infelici che stritola contro una parete. Quando si sveglia la mattina successiva, il gigante fa colazione mangiando altri due compagni di Ulisse e quindi esce per condurre al pascolo le pecore, avendo avuto stavolta cura di ostruire adeguatamente l’ingresso, allo scopo di rendere impraticabile la fuga ai malcapitati suoi prigionieri. Ulisse assieme agli otto superstiti escogita però uno stratagemma: fare ubriacare Polifemo con un otre di vino rosso che aveva portato con sé ed accecarlo durante il sonno con un palo aguzzo ed infuocato. Quando il Ciclope, svegliatosi per il dolore, si mette ad urlare chiedendo soccorso agli altri Ciclopi che abitano nelle caverne vicine, alla domanda rivoltagli da lontano se mai c’era qualcuno che gli stesse facendo del male, egli risponde “Nessuno”, perché così in previsione di quanto sarebbe accaduto gli aveva detto di chiamarsi Ulisse, traendo il carceriere in un astuto inganno. Al far del giorno, approfittando della cecità di Polifemo, Ulisse e i suoi, attaccandosi sotto il ventre dei montoni, lasciano finalmente la grotta e si avviano precipitosamente verso le navi per fuggire da quel luogo maledetto.L'episodio è raccontato da Omero nell'Odissea. Fu il ritrovamento in grotte della Sicilia di resti fossili di elefante nano, il cui teschio presenta un grosso foro nel punto della fronte dove si innestava la proboscide, ad ingenerare l’equivoco. Ecco anche perché alcuni hanno erroneamente creduto di localizzare la presenza dei Ciclopi nei dintorni del trapanese, dove hanno avuto luogo, come nelle caverne dell’Etna, analoghi rinvenimenti. Polifemo e la sua leggenda hanno in realtà una loro sede esclusiva, quella etnea.

Polifemo

Disegno di Polifemo



  




Fonte:http://www.arkeomania.com/polifemo.html

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