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IntroduzioneModifica

Il mito di fondazione è un mito riguardante la nascita di un avvenimento sociale, come ad esempio la nascita di una città o di una civiltà. Le città che hanno un mito che spiega la loro nascita non sono molte e quelle che ci sono erano capitali di un impero o città molto importanti Noi abbiamo trovato miti riguardanti la fondazione di Atene (Grecia) , Roma (Italia), Cartagine (Tunisia), Troia (Turchia), tenochtitlàn (attuale Città del Messico) e un mito di Babilonia che spiega l'origine del mondo.


AteneModifica

Il mito della fondazione di Atene narra che un giorno nel luogo dove poi venne fondata la città spuntò tutto ad un tratto un albero, esattamente un ulivo, e allo stesso tempo una sorgente. Un vecchio che passava di li per sbaglio, vide la scena e arrivato in paese raccontò tutto alle autorità. Le persone gli credettero e, dopo essere andati a chiedere all'oracolo capirono che l'Ulivo simboleggiava la dea Atena mentre la sorgente simboleggiava il dio Poseidone, re dei mari. La decisione di quale dio doveva essere il dio fondatore della città venne messa ai voti. Però le donne votarono in massa Atena mentre gli uomini votarono per Poseidone. A quel tempo le donne erano 7 volte rispetto agli uomini così vinse la dea Atena. Poseidone, adirato dalla votazione, inondò la città e i campi ma questo non riuscì a cambiare l'idea delle donne quindi la dea che venne destinata alla città fu la dea Atena.



CartagineModifica

Secondo lo storico Timeo, Cartagine venne fondata da dei coloni fenici che partirono con il loro dio "fondatore della città " e con il loro capo Didone. I miti riguardanti la fondazione di Cartagine sopravvissuti nei secoli attraverso le letterature latine e greche che sono arrivati a noi narrano che il fratello di Elissa, capo di una città fenicia , fece uccidere il marito della sorella, per rubargli le ricchezze e per prendere il trono. Elissa, quindi, lasciò la città e dopo lunghi viaggi, arrivò sulle coste libiche dove doveva fondare la città di Cartagine. La donna, però, si innamorò di Enea che in seguito si allontanò dalla città; per questo Elissa si suicidò per la disperazione. Suo fratello prese il trono della città di Tiro e Didone, per non scatenare una guerra civile si allontanò da Tiro e, dopo alcuni anni approdò sulle coste dell'Africa. Lì una dea, Giunone, gli disse che doveva trovare una terra dove fondare la città di Cartagine. Didone giunse dove era approdata poco tempo prima Elissa, sulle coste libiche. Lì ricevette dal re del posto l'autorizzazione a stabilirsi sulle coste. Didone quindi si stabilì e, col passare del tempo, si espanse fino a occupare un territorio molto vasto. La nuova città venne denominata Cartagine. Il re chiese la mano di Didone e lei accettò ma, proprio nel terminare le nozze, si suicidò invocando il nome di Sicherba, il marito di Elissa che fu ucciso tempo prima. Didone venne fatta dea dal popolo di Cartagine sotto il nome di Tanit.

TroiaModifica

Troo, figlio del re di Troade, ebbe tre figli, ma uno solo divenne importante perchè, non contento della capitale Dardania, volle costruire una nuova città che fosse all'altezza di ricoprire il ruolo di capitale. Allora ricorse all'intervento dell'oracolo che gli consigliò di seguire un'animale che si stava allontanando dalla città e dove quest'animale si fosse fermato egli doveva fondare la nuova città che chiamò Troia dal nome di sto padre. Una volta creata gli dei videro che Troia era una buona città e che cresceva velocemente, decisero così di dare una mano per proteggere e far si che fosse una città molto prosperosa. Troia si trovava in una valle attraversata da due fiumi, contenuta tra il mare e ed una catena montuosa.



TenochtitlànModifica

Narra la leggenda che tantissimo tempo fa, nel Messico del nord, in un paese chiamato Aztlan, viveva un popolo di coraggiosi guerrieri: gli Aztechi. La tribù si mise in viaggio guidata dal sommo sacerdote Tenoch. All’improvviso comparve un’aquila che disse: - Sono io il dio del Sole, quando troverete me che mangio un serpente, quello sarà il segno e quel luogo sarà il luogo prescelto che chiamerete Tenochtitlán. Gli infaticabili guerrieri si rimisero subito in cammino alla ricerca del luogo che aveva loro indicato. Decisero allora di fermarsi in prossimità di un lago e chiamarono il posto MEXICO Me (stl) = luna Xi (chtl) = centro Co = ombelico, perchè al centro del lago c'era un isolotto che assomigliava all'ombelico del loro dio. All’improvviso un’aquila volò su uno spinoso fico d’India che cresceva sull’isolotto in mezzo al lago. Gli Aztechi capirono subito di essere giunti alla meta, qui avrebbero dovuto fondare la loro capitale,Tenochtitlán, il luogo del fiore di cactus.


RomaModifica

L'attuale Roma,secondo la leggenda troiano-latina, fu fondata dal fondatore Romolo, il quale sarebbe discendente dal l'eroe troiano Enea. Enea dopo che Troia fu distrutta fuggì, insieme al padre, alla moglie e al figlio Ascanio e dopo un lungo viaggio sulla costa laziale, Ascanio fondò la città di Alba Longa, la quale a causa di un conflitto per l'amministrazione del territorio diede vita alla fondazione di Roma. I protagonisti erano i due figli del re, Numitore, il legittimo erede al trono, e Amulio che prima rovesciò il fratello dal trono e successivamente per privare ad amulio di avere un discendente, impose alla moglie di amulio, Rea Silvia di entrare nel collegio delle Vestali che erano obbligate al voto di castità. Pero il suo piano fu rovinato dal dio Marte che si unì a Rea Silva, la quale generò due gemelli Romolo e Remo. I due quindi erano discendenti di Enea , di Venere e di Marte. Lo zio però separò i neonati dalla madre e li abbandonò sul fiume Tevere sperando che i nipoti morirono. I due raccolti da una lupa che li allattò fino a quando un pastore, non li prese e li allevò. Romolo e Remo, venuti a conoscenza della propria origine deposero lo zio dal trono. Quindi tornarono sul colle Palatino e fondarono una città. Da un oracolo vennero a sapere che a Romolo spettava il diritto di diventare il primo re e di tracciare con l’aratro in confinidella nuova città . Remo per invidia oltrepassò i confini che avevano tracciato e per questo Romolo lo uccise.

Www.greece-blue.net/Grecia/leggenda-Atene.html Tratto dal libro di miti dell'antichità


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