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Leggi sulle donne

Qui vengono riportate le leggi che perseguonola violenza sulle donne. In occidente le leggi sul diritto della donna sono state approvate negli anni sessanta settanta, e sono state accettate in molti paesi occidentali . Le violenza sulle donne è un argomento molto delicato, perché ciò che succede a una donna, se viene divulgato, non rispetta la privacy della donna abusata, e ciò rende più difficile la divulgazione di questi fatti, per rispetto di ciò che accade alle donne . Ancora più difficile determinare i fatti di violenza e abusi, se avvengono tra persone sposate, o comunque già prima in relazioni affettive. Per arginare il fenomeno, sono state prodotte molte leggi e provvedimenti sia sul territorio italiano che in ambito comunitario, senza tralasciare quanto sancito dall’Onu nel corso dei decenni. Di seguito un riepilogo dell’insieme delle normative ad oggi in vigore, come riportato dalle pagine del sito del governo italiano. 

IL QUADRO NORMATIVO NAZIONALE - LA COSTITUZIONE ITALIANA. Sancisce il principio di uguaglianza di genere. Uomini e donne hanno diritto al medesimo trattamento. Riconoscendo la pari dignità sociale e stessi diritti davanti alla legge a tutti i cittadini, la parità tra donne e uomini in ambito lavorativo , l'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi all'interno del matrimonio, la Carta Costituzionale pose punti di riferimento importanti per lo sviluppo della normativa degli anni successivi nell’ambito della parità di diritti e del rispetto della donna nella sua dignità fisica e morale. - legge 1945 : alle donne viene esteso il diritto di voto

- LEGGE N. 66/96. Classifica come crimine contro la persona il reato di violenza sessuale, mutando così la qualificazione della normativa precedente che lo definiva solamente "reato contro la morale". Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe qualcuno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. La stessa pena è inflitta a chi induce altri a compiere o subire atti sessuali.

- LEGGE N. 269/98. Contiene le norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia e del turismo sessuale a danno di minori, che nella maggior parte dei casi sono di sesso femminile. Chi induce alla prostituzione una persona di età inferiore ai diciotto anni o ne favorisce lo sfruttamento, è punito con la reclusione da sei a dodici anni. Salvo che il fatto costituisca reato più grave, chi compie atti sessuali con un minore di età compresa fra i quattordici e i sedici anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La pena è ridotta di un terzo se colui che commette il fatto è un minore. - LEGGE N. 154/01. Ha aperto una nuova prospettiva di tutela verso la persona convivente che subisce abusi, riconoscendo l'applicazione di misure cautelari, come l'allontanamento dalla casa familiare di chi compie abusi anche in caso di convivenza di fatto. Non solo, questa norma introduce nuove misure per contrastare in maniera più incisiva i casi di violenza tra le mura domestiche. Il giudice, inoltre, può sollecitare in maniera rapida l'intervento dei servizi sociali e imporre all'imputato allontanato dal nucleo familiare il pagamento di un assegno per il mantenimento al familiare. - LEGGE N. 154/01. Ha aperto una nuova prospettiva di tutela verso la persona convivente che subisce abusi, riconoscendo l'applicazione di misure cautelari, come l'allontanamento dalla casa familiare di chi compie abusi anche in caso di convivenza di fatto. Non solo, questa norma introduce nuove misure per contrastare in maniera più incisiva i casi di violenza tra le mura domestiche. Il giudice, inoltre, può sollecitare in maniera rapida l'intervento dei servizi sociali e imporre all'imputato allontanato dal nucleo familiare il pagamento di un assegno per il mantenimento al familiare.LE INIZIATIVE DELL' UNIONE EUROPEA . - Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne: redatta dall'ONU nel 1993 e frutto di una forte pressione dei movimenti a difesa dei diritti femminili, culminata nella Conferenza di Vienna sui diritti umani svoltasi a giugno dello stesso anno. :"qualunque atto che produca, o possa produrre, danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche, ivi compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata, verrà punita ...." - Assemblea del Millennio dell'ONU del 2000, che nella sua Dichiarazione finale pone la lotta alla violenza contro le donne come uno degli obiettivi centrali delle Nazioni Unite. Il tema, però, è ancora oggetto di molti dibattiti, sia per come vada inteso in relazione ai diritti umani, sia rispetto alle controversie sulle responsabilità degli Stati rispetto agli atti compiuti da soggetti privati, sia infine per le profonde divergenze su come riconoscere, prevenire, punire tale violenza. Risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha designato il 25 novembre come la Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le organizzazioni non governative (ONG) a organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica. La scelta di questa data non è casuale: il 25 novembre del 1960 Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, tre coraggiose donne che vivevano nella Repubblica Domenicana ai tempi del regime del dittatore Trujillo, vennero violentate e uccise barbaramente a Santo Domingo per avere fatto visita ad alcuni prigionieri0 politici.


rivoluzione araba


Rivoluzione Araba delle donne per leggi contro gli abusi

In Arabia le donne, anche tramite siti internet, stanno cercando di rivoltare la situazione in cui vivono. Hanno aperto una campagna per sostenere il gruppo"la rivolta delle donne arabe nel mondo "fondato da quattro donne: Haidar e Younes dal Libano, Sally dall’Egitto e Farah dalla Palestina. Il loro motto è "insieme per le donne libere , indipendenti e senza paura di vvere nel mondo arabo". Il gruppo ha avuto l'iniziativa di aggiungere sia uomini che donne da tutto il mondo con foto che raffiguravano persone conin mano un foglio bianco con scritto perché essi vogliono la rivoluzione delle donne in Arabia.

La pagina Facebook del gruppo, aperta un anno fa, ha oltre 35mila “mi piace”. L’iniziativa – come spiegano le organizzatrici – è stata avviata perché le rivoluzioni arabe non hanno fatto tutto quello che ci si aspettava per le donne. L' iniziativa è nata anche perché sembra che la situazione sia peggiorata: basta osservare ciò che succede in Egitto dove i Salafiti hanno intenzione di promuovere pene come mutilazione di genitali femminili, abolizione di leggi che puniscono gli abusi sulla donne.oppure la Tunisia dove la polizia punisce le donne frustando le e violentandole .


FONTI noidonnne.org ilfattoquotidiano.org Libro "io nella società "

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