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Il mito della creazione

Lavoro di gruppo brevi Marco, piazzalunga Marco,Matteo Antonio pool

Creazionismo

Da Enciclopedie on line

creazionismo Concezione filosofica o religiosa che attribuisce l'origine del mondo a un libero atto creativo compiuto da Dio. In particolare, dottrina teologica cristiana che ritiene le anime create direttamente da Dio, una per ogni uomo (si opponeva al traducianesimo, ossia alla concezione, sostenuta anche da Tertulliano, secondo cui l'anima era trasmessa dai genitori come il corpo). In una prospettiva scientifica, il c. è la dottrina che nega l'evoluzione delle specie viventi (→ Darwin, C.R.), sostenendo che esse sono state create da Dio così come sono e tali sono rimaste attraverso i secoli. Il creazionismo è la credenza che l'Universo, la Terra, la vita e l'uomo abbiano avuto inizio in seguito a un atto di creazione divina, tipicamente attribuito al Dio delle religioni abramitiche o al Brahma dell'Induismo (creazionismo religioso). Le posizioni creazioniste sono in genere caratterizzate da una critica (o proposta di revisione) delle teorie cosmogoniche e antropogenetiche scientifiche alla luce dei racconti della creazione contenuti per esempio nella Genesi o in altri testi sacri, interpretati in modo più o meno letterale. La teoria dell'evoluzione, in particolare, è fra le teorie scientifiche più comunemente messe in discussione dai creazionisti, tanto che in alcuni contesti i termini "creazionista" e "antievoluzionista" sono usati in senso essenzialmente equivalente. Il dibattito fra creazionisti e non creazionisti (in particolare in rapporto alla teoria dell'evoluzione) è tradizionalmente molto vivo negli Stati Uniti, ma diffuso anche nel resto del mondo. All'opporsi delle posizioni a favore o contro la credenza della creazione si aggiunge un altro dibattito, ovvero se le teorie creazioniste siano da considerarsi anti-scientifiche/pseudoscientifiche o si possano classificare anch'esse come teorie scientifiche, pur in opposizione a quelle dominanti nel mondo accademico; questo dibattito, negli Stati Uniti, è stato anche oggetto di controversie giuridiche relative alla costituzionalità dell'insegnamento di tesi creazioniste nelle scuole pubbliche. Per estensione, vengono talvolta definite "creazioniste" anche teorie della creazione non religiose, ma comunque in contrasto con quelle della comunità scientifica[senza fonte] (per esempio quelle che postulano che la creazione della vita sulla Terra sia opera di civiltà extraterrestri).

Diverse posizioni nell'ambito del creazionismo

Nell'ambito del creazionismo vanno distinte posizioni molto differenti tra loro: Creazionismo della Terra vecchio I sostenitori del "creazionismo della Terra vecchia"accettano le scoperte della geologia ma rigettano l'evoluzione, affermando che tutte le specie viventi, incluso l'uomo, sono state create originariamente da Dio. Una delle interpretazioni principali sul perché la Bibbia usi l'immagine dei sei giorni della Creazione pur trattandosi di circa 15 miliardi di anni è la Teoria Giorno-Era (Day-Age p) secondo cui un giorno biblico in Genesi 1 è semplicemente un indefinito periodo di tempo, in quanto la parola "giorno" in ebraico (yom) è usata anche nelle profezie come sinonimo di "anno" e perché la Bibbia dice che per Dio "un giorno è come mille anni". A prova di tale fatto i suoi sostenitori adducono anche l'idea secondo cui il Settimo Giorno starebbe durando tutt'oggi (poiché la Bibbia non ci dice che tale giorno è finito, a differenza degli altri sei) e che questo spiega la contraddizione secondo cui Adamo sarebbe morto nel giorno stesso del peccato originale, ma al tempo stesso si dice sia morto a 930 anni dalla caduta. I sostenitori dei giorni di 24 ore, invece, affermano che la morte di Adamo fu solo spirituale, e che l'alternanza di "sere" e "mattini" indica inequivocabilmente periodi di 24 ore fra giorno e notte. La principale replica all'ultima affermazione è che la parola "sera" sta per "oscurità" e "mattino" sta per "luce" così che la frase "si fece sera e poi si fece mattino" significherebbe che "dall'oscurità si fece luce" in quanto Dio sarebbe intervenuto a rendere il mondo più ordinato e retto. Le difficoltà con questa teoria sono fondamentalmente tre: la luce come elemento precede la creazione della Terra di almeno 9 miliardi di anni; il Sole è coevo alla Terra, quindi non poté esser creato solo dopo l'apparizione della vegetazione; non si tiene conto dell'esistenza dei dinosauri. Sul primo punto e sul secondo punto, l'ipotesi è che la narrazione in Genesi 1 sia vista dal punto di vista di un osservatore che veda l'opera di Dio dalla superficie terrestre. In tal caso, la luce solare arrivò sulla Terra primordiale prima dello sviluppo della vita (4,5 miliardi di anni fa) ma il Sole, la Luna e le stelle divennero visibili in cielo solo dopo che la vegetazione ebbe ripulito l'atmosfera dal suo effetto serra. Sul terzo punto, le due posizioni alternative sono l'identificazione dei dinosauri coi "mostri marini" citati nel quinto giorno (in ebraico tannym, la stessa parola altrove tradotta come "drago"), oppure che essendo ignoti all'autore biblico e dai suoi lettori siano stati semplicemente ignorati. [senza fonte]Il massimo sostenitore di questa teoria è l'astronomo Hugh Ross, fondatore di Reasons To Believe.

Creazionismo della Terra giovane

La posizione più radicale è quella che oggi viene chiamata "creazionismo della Terra. I suoi sostenitori affermano che la Terra abbia circa 6000 anni di età, come si ricava da una lettura letterale della Bibbia: secondo James Ussher, vescovo anglicano del XVII secolo, la data della creazione fu precisamente il 23 ottobre 4004 a.C. a mezzogiorno; secondo il vescovo cattolico Eusebio di Cesarea, che ricavò la data dalla versione biblica dei Settanta, il mondo avrebbe avuto inizio nel 5199 a.C.; secondo il padre e dottore della Chiesa san Girolamo, che ricavò la data dalla versione biblica della Vulgata, il mondo avrebbe avuto inizio nel 4000 a.C. Per alcuni creazionisti della Chiesa Ortodossa, invece, si segue la visione tradizionale del calendario bizantino, secondo cui Dio creò Adamo nel 5508 a.C. Va detto però che in generale la Chiesa Ortodossa non ha mai posto serie contrapposizioni ad un'età più antica dell'universo o persino alla teoria dell'evoluzione se non in tempi recentissimi, seguendo l'influsso del creazionismo occidentale. Il creazionismo della Terra giovane costituisce il pensiero creazionista cronologicamente più antico e in contrasto con la scienza, la cui origine risale ai Padri della Chiesa ed ai primi dibattiti, quando non processi, contro gli scritti degli scienziati che affrontavano il problema della origine della Terra e delle forme viventi alla luce delle scoperte che venivano effettuate durante lo sviluppo delle scienze naturalistiche a partire dal XVIII secolo. Questi creazionisti interpretano diversamente dai naturalisti i risultati delle datazioni che sono incompatibili con la presunta datazione biblica: oltre alla teoria dell'evoluzione, rigettano quindi la datazione geologica delle rocce e dei fossili, in base alla quale la Terra e le più antiche forme di vita risalgono a miliardi di anni fa. Ad esempio per quanto concerne il Carbonio 14, la presenza minima di questa sostanza (che diminuisce costantemente durante l'invecchiamento di un reperto organico, a seguito del decadimento radioattivo di questo isotopo) non viene interpretata come l'indicazione di grande antichità di un fossile, ma come la presenza di contenuti di C14 molto bassi nell'atmosfera terrestre precedente al diluvio universale. Nel 1857 P. Gosse, un creazionista della Terra giovane, spiegò nella sua opera "Omphalos" l'esistenza dei fossili affermando che sono stati creati da Dio perché un mondo completo richiede tracce di una storia precedente. Questa posizione oggi è rigettata da tutte le società scientifiche che si occupano di creazionismo. Altri sostengono che anche i dinosauri o almeno le loro uova, viste le dimensioni relative dell'arca, sarebbero saliti sull'Arca di Noè e si sarebbero estinti in seguito.

Creazionismo islamico

Mentre l'Islam contemporaneo tende a prendere letteralmente i testi religiosi, di solito considera la Genesi una versione corrotta del messaggio di Dio. La creazione narrata nel Corano è più vaga e consente un più ampio ventaglio di interpretazioni. Diversi movimenti liberali all'interno dell'Islam generalmente accettano le posizioni scientifiche circa l'età della terra, l'età del cosmo e l'evoluzione. Tuttavia uno studio del 2007 ha evidenziato che solo l'8% degli egiziani, 11% del malaysiani, il 14% dei pakistani, il 16% di indonesiani e il 22% dei turchi è d'accordo sul fatto che la teoria di Darwin è certamente o probabilmente vera e uno studio del 2006 ha evidenziato che circa un quarto dei turchi adulti è convinto che gli esseri umani evoluti sono evoluti da precedenti specie animali. Al contrario, lo studio del 2007 ha evidenziato che solo il 28% dei kazaki pensa che l'evoluzione è falsa; questa frazione è molto inferiore a quel 40% di adulti degli Stati Uniti che ha lo stesso parere. In Turchia, una campagna contro la teoria dell'evoluzione è stata condotta dal movimento di Nurculuk Said Nursi sin dalla fine del 1970. Allo stato attuale, il suo principale esponente è lo scrittore Harun Yahya (pseudonimo di Adnan Oktar) che utilizza Internet come uno dei principali mezzi per la propagazione delle sue idee.

Creazionismo non religioso

Alcuni attribuiscono la creazione della vita sulla Terra non ad un'entità divina, ma all'intervento di una civiltà extraterrestre (ipotesi inerente all'esobiologia): spiccano i sostenitori della panspermia diretta, propugnata da Francis Crick (Nobel per la scoperta del DNA), ma esistono anche sostenitori di teorie molto più azzardate, introdotte da Zecharia Sitchin, da Erich von Däniken e da Claude Vorilhon, fondatore del movimento raeliano. Rimane aperto il problema di chi abbia creato gli extraterrestri, ma, analogamente, d'altra parte, molti (soprattutto gli atei) sostengono che secondo il rasoio di Occam introdurre un dio per spiegare l'esistenza del mondo sia inutile. Alla domanda infatti "Perché esiste il mondo?", i credenti dei principali monoteismi rispondono che "Il mondo è stato creato da Dio", ma non essendoci per sua stessa definizione nulla di più potente di questo Dio e quindi nulla che possa averlo creato, ne consegue che Dio a differenza del mondo è sempre esistito. Ma a questo punto se è possibile che questo qualcosa sia sempre esistito, perché non anche il mondo? La risposta alla domanda iniziale "Il mondo è stato creato da Dio, il quale è sempre esistito" si semplifica quindi in "Il mondo è sempre esistito". In altri termini è superfluo (usando il rasoio di Occam) introdurre il concetto di Dio per spiegare l'esistenza del mondo. Altri (come Kant) hanno però obiettato la riduttività della tesi, nel senso che la spiegazione corretta della realtà non è necessariamente la più semplice.

Induismo ed evoluzione L'Induismo riconosce un solo Dio, Brahma, l'origine eterna, come la causa e il fondamento di tutta l'esistenza. Le opinioni degli Indù spaziano su una vasta gamma di punti di vista per quanto riguarda l'evoluzione, creazionismo, e l'origine della vita. A questo proposito alcune scuole indù non trattano letteralmente il mito scritturale della creazione, lasciando così aperta la possibilità di accettare la teoria dell'evoluzione. Alcuni indù trovano prove a sostegno o prefigurazione delle idee evolutive nelle Scritture, vale a dire nei Veda. Un'eccezione a questa accettazione è la Società Internazionale per la Coscienza di Krishna (ISKCON), che comprende diversi membri che si oppongono attivamente al "darwinismo" e alla moderna sintesi evolutiva.

Buddhismo ed evoluzione

Dal momento che non è in contrasto con i principi della loro religione, la maggior parte dei buddisti accettano la teoria dell'evoluzione. Poiché il buddismo non riguarda questo aspetto, molti buddisti non considerano questa questione particolarmente significativa o utile dal punto di vista religioso, poiché il Buddha ha detto che l'unica realtà è la realtà percepita. Il Buddha ha sostenuto che non vi è alcuna necessità razionale dell'esistenza di un dio creatore, perché tutto in ultima analisi viene creata dalla mente. Dal momento che il credere in un creatore non è necessario, una particolare teoria sulla vita e sulla causa dell'universo non sono necessarie. Si può dare una interpretazione della Agañña Sutta sposando l'idea che si tratti di una teoria dell'evoluzione (anche se questo può essere difficile da sostenere).


Il Big Bang

Il Big Bang è una teoria cosmologica che asserisce che l'universo è nato da una reazione di nucleosintesi miliardi di anni, andando contro la teoria della genesi e della creazione, asserita dalla chiesa cattolica. Secondo la cosmologia contemporanea il cosmo (= Universo) non è sempre stato delle stesse dimensioni, ma si è evoluto a partire da una esplosione iniziale e continua a evolversi senza seguire alcun piano o disegno prestabilito. La teoria del Big Bang quale spiegazione scientifica della nascita del nostro cosmo è considerata una verità definitiva dalla stragrande maggioranza delle persone. In realtà gli specialisti della materia sanno che si tratta di un modello scientifico (il “modello cosmologico standard”), per altro continuamente aggiornato e corretto al fine di renderlo compatibile con le nuove osservazioni astronomiche. Soltanto nel 1929 veniva effettuata dal grande astrofisico statunitense Edwin Powell Hubble (1889-1953) una scoperta per quei tempi clamorosa: il cielo non è fisso e immutabile come si credeva da sempre, ma le galassie si allontanano le une dalle altre a velocità crescente. In altre parole, il cosmo non è statico ed eternamente uguale, ma in rapidissima evoluzione espansiva. Questa osservazione rivoluzionaria lascia giustamente congetturare, secondo le leggi note della fisica che, se l’Universo si sta espandendo, deve allora essere esistito un tempo in cui tutta l’energia-materia risultava concentrata in un unico punto. E dato che la maggior parte dei fenomeni espansivi scaturisce da eventi “esplosivi”, ben presto si è fatta spontaneamente strada l’idea che l’inizio del cosmo dipenda da una gigantesca esplosione costituita di particelle e radiazioni dall’incalcolabile potenza energetica, denominata per questo Big Bang (“grande scoppio”). Alla denominazione di Big Bang corrisponde oggi una teoria la quale afferma che circa 13,7 miliardi di anni fa (e non 15 miliardi come si pensava fino a qualche anno fa) tutta l’energia-materia era concentrata in un minuscolo spazio di inimmaginabile densità e di enorme massa; spazio quest’ultimo inaccessibile alle cognizioni fisiche in nostro possesso e perciò definito da alcuni scienziati “singolarità iniziale”.

Interpretazioni religiose

Il Big Bang è una teoria scientifica, e come tale la sua validità o abbandono dipendono dal suo accordo con le osservazioni, ma essendo una teoria che tratta dell'origine della realtà, è sempre stata collegata ad implicazioni teologiche e filosofiche. Negli anni venti e trenta quasi tutti i maggiori cosmologi preferivano un universo eterno, e molti obiettarono che l'origine del tempo implicita nel Big Bang introduceva concetti religiosi all'interno della fisica; questa obiezione fu più tardi ripetuta dai sostenitori della teoria dello stato stazionario. Lo stesso papa Pio XII, quando fu pubblicata la teoria, si entusiasmò con un personale e lungo commento teologico, nel 1951, improntato sull'Ex nihilo nihil fit ed il Fiat lux. Tuttavia, gli approcci di una qualsivoglia fede spirituale o - in termini filosofici - trascendenza - su tale teoria, possono essere molto aperti, e di vario tipo. Il dibattito fra scienza e religione è aperto su molti fronti e questo è uno dei temi più caldi e dibattuti della storia, anche se con il progresso scientifico e tecnologico e con la possibile simulazione di un Big Bang, l'ipotesi di un universo in continua espansione e generata da una reazione di nucleosintesi si fa sempre più probabile.



Il mito cosmogonico

Le acque della vita

Il motivo delle acque primigenie (che risale alle origini) è un motivo ricorrente presso quasi tutti i popoli del mondo dove l'acqua rappresenta chiaramente l'origine delle cose. "L'acqua - scriveva nel VI secolo a.C. il primo dei filosofi greci, Talete - è il principio di tutte le cose". E già alcuni secoli prima Omero cantava le acque del fiume Oceano che scorreva lungo gli estremi margini del mondo ed era "l'origine degli Dei e degli uomini". Anche la Bibbia inizia a descrive l'origine della terra. "La terra era una massa senza forma e vuota; le tenebre ricoprivano le acque e sulle acque aleggiava lo spirito di Dio". Per gli antichi Egizi in principio vi erano solo le acque, Nun, l'abisso primigenio, dal quale in seguito emerse un colle, che fu al centro del mondo. La cabala ebraica, che è la dottrina segreta che tende a scoprire la verità eterna attraverso i segni mistici, aveva elaborato nel medioevo sulla base di tradizioni anteriori che la parola "Nun" significa nascere e presso i Greci "Nun" diventa "Nux", la notte. Un antico mito indù racconta che in principio c'erano solo le acque e il Dio Vishnu vagava sulla sua superficie. Vishnu voleva degli amici e allora dal suo ombelico spuntò una pianta di loto e dai petali del fiore di loto nacquero gli uomini. Ovunque nel mondo l'immagine dell'acqua si lega all'idea della nascita, della rinascita, della purificazione.

Il Vecchio Uomo-Coyote

"Il vecchio uomo-Coyote si aggirava per il mondo, quando ancora l'intera superficie era ricoperta dalle acque. Egli desiderava creare il mondo, perché si sentiva stanco e solo, ma non aveva la materia prima. Chiese allora a tre uccelli di tuffarsi nel mare e di raccogliere dal fondo un po' di sabbia. I tre uccelli non riuscirono però ad arrivare sul fondo e solo un quarto riuscì nell'impresa. Con la sabbia il Vecchio Uomo-Coyote modellò il mondo". ( da Wikipedia).

La montagna sacra

Un altro elemento che accomunava varie culture mitologiche è la presenza di una montagna sacra, che rappresenta il punto più alto del mondo e dove gli dei risiedono. I Greci avevano l'Olimpo, gli Ebrei il Tabor, i popoli celti la Montagna Bianca, i Cinesi il K'uen-luen, gli Araucani (i valorosi abitanti della regione sudamericana che corrisponde all'odierno Cile) il monte Tenten. Dove non c'erano montagne naturali, nelle regioni pianeggianti, gli uomini costruirono alture artificiali per onorare i loro dei. Gli Egizi costruirono le piramidi, i Babilonesi le ziqqurat, i Cinesi le pagode. Il significato di queste costruzioni, l'unione tra il cielo e la terra, ci è rivelato anche dalle leggende che vi fiorirono intorno e dalla stessa etimologia. Nelle lingue indoeuropee l'idea di montagna, altura, luogo elevato era indicata con una radice alb/alp. Da questa radice deriva, ad esempio, la parola che designa le montagne per eccellenza, le Alpi. Ma dalla stessa radice deriva anche la parola albero e così, anche nella storia del linguaggio, la parola montagna si associa a quella dell'albero. Non solo, dalla stessa radice deriva anche la parola alba, nascita e, infatti, l'albero e la montagna compaiono nell'universo mitico al centro della prima grande nascita, la nascita del mondo.

Link per i video sul mito della creazione

Mito della creazione

http://m.youtube.com/watch?v=afRTMQA4UsI

http://m.youtube.com/watch?v=CljeIQOkUcw

Big Bang

http://m.youtube.com/watch?v=j6IGj3RQq0o

Creazionismo

http://m.youtube.com/watch?v=5aSBidFR558

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