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Ettore

Mentre si trovava in visita a Sparta, il fratello di Ettore, Paride, rapì Elena, la moglie del re della città, Menelao. Per riscattare il proprio onore e riportare presso di sé Elena, Menelao,  organizzò assieme al fratello Agamennone un'alleanza dei popoli achei.


-Il duello tra Paride e Menelao

Ettore raggiunse suo fratello Paride e lo convinse ad affrontare in duello Menelao. Subito dopo si recò dal nemico proponendo il duello: il vincitore avrebbe trattenuto presso di sé Elena, e si sarebbero stipulati dei patti di amicizia tra i due popoli, in modo da porre fine alla guerra. Menelao accettò la sfida, ma essa non ebbe tuttavia l'esito sperato a causa dell'intervento divino di Afrodite, che mise in salvo Paride.

(libro III)


-L'incontro con Ecuba

La guerra continuò, Ettore partì per andare a trovare sua moglie, in ansia per lui.  In casa incontrò la madre Ecuba e la convinse a pregare la dea Atena.

(libro VI)


-Il duello

Il principe troiano (Ettore) tornò in guerra insieme a Paride. Le battaglie continuarono fino a quando Eleno (fratello di Ettore), sotto consiglio degli dei, suggerì al prode una sfida fra i due guerrieri più valorosi degli opposti schieramenti. Ettore accettò il suggerimento, decise quindi di sfidare colui che si ritenesse il più forte dei greci, suscitando le ire di Menelao. Agamennone stesso intervenne per fermare il fratello, deciso a seguire la regola imposta, pronto ad accettare il duello. Ben nove eroi accettarono di combattere contro il troiano e a questo punto venne decisa un'estrazione a sorte. Tutti depositarono un sasso, dove avevano posto precedentemente un segno di riconoscimento, dentro l'elmo di Agamennone. Quando avvenne l'estrazione nessuno all'istante riconobbe la pietra, ma poi si comprese che ad essere prescelto fu il grande Aiace. I due si sarebbero uccisi a vicenda se tutti i presenti non si fossero opposti alla continuazione della sfida, così, grazie alla decisione di Ettore, il duello ebbe fine, senza vinti o vincitori e si scambiarono doni di rispetto. I doni scambiati furono in realtà presagi di sventura, in quanto entrambi saranno collegati agli episodi che narrano della loro morte: la spada, regalo di Ettore, sarà quella con cui Aiace si ucciderà; la cintura, invece, regalo dell'acheo, sarà quella con cui il troiano verrà trascinato per il campo dopo la sua morte.

(libro VII, vv 206-312)


-Contro Nestore e Teucro

Nella battaglia successiva Ettore stava per uccidere l'anziano Nestore, così Diomede (capitano Acheo), suo alleato, cercò allora di convincere Odisseo (Ulisse), ad unirsi con lui contro il troiano, ma la risposta fu la sua fuga. Il greco da solo partì al soccorso dell'amico che si ritrova appiedato, perchè perse infatti il suo cavallo per via di una freccia. Nestore salì sul carro e i due affrontarono a viso aperto il nemico. Una lancia venne scagliata dall'infallibile Diomede in direzione di Ettore, lui riuscì a schivarla,ma non altrettanto fece il suo cocchiere, Eniopeo, che morto cadde dal carro.  Zeus intervenne per salvare Diomede. Egli era titubante nell'abbandonare la sfida, perché non voleva che Ettore potesse vantarsi del fatto che egli avesse avuto paura di lui, alla fine convinto da Nestore, si ritirò resistendo a fatica alle offese del nemico, solo grazie ai tuoni di Zeus. Un altro avversario, con cui il principe troiano si ritrovò a combattere più volte, fu il formidabile Teucro (fratello di Aiace), ad ogni freccia egli che scagliava un nemico cadeva morto sul campo. Nel primo scontro fra i due, i rapidi riflessi di Ettore gli salvarono la vita, la saetta mortale indirizzata verso di lui colpì il  suo fratellastro. Un'altra freccia scoccò dall'arco e anche questa volta per volere divino il nemico sbagliò mira, uccidendo invece il nuovo cocchiere del troiano, sostituito subito dall' altro fratellastro. Ettore scese dal carro, andando verso il suo nemico che nel frattempo si stava preparando a saettare l'ennesima freccia. L'arco fu teso al massimo ma prima che potesse scoccare, la punta acuminata di Ettore recise la corda dell'arco e l'arma divenne inutilizzabile. Il troiano, approfittando del momento favorevole, riuscì a ferire Teucro ma Aiace ed altri eroi salvarono l'abile acheo da morte certa.


-Contro Diomede ed Ulisse

Giorni dopo in un'altra battaglia fra Danai e Troiani, Diomede intuì che l'obiettivo del nemico era raggiungere le navi ed insieme ad Odisseo oppose resistenza, ma quando Ettore li raggiunse, i due nemici provarono una paura profonda. Ettore attaccò Diomede scagliandogli contro la sua lancia ma essa non raggiunse l'obiettivo, come sperato dal principe troiano. Diomede reagì scagliando a sua volta la lancia mirando alla testa e colpendo l'elmo di Ettore che a stento resistette al forte impatto, il troiano barcollò, le tenebre scesero sui suoi occhi, mentre il nemico recuperò armi e terreno. Ettore preoccupatosi della situazione dopo essersi rialzato salì sul carro fuggendo mentre il Tidide lo copriva di insulti. Ettore preferì evitare scontri impegnativi dilettandosi contro soldati di minore fattura. Gli fecero notare la presenza di Aiace che stava sterminando i suoi alleati ma il principe troiano decise di non scontrarsi nuovamente contro di lui, ma di girargli intorno.

(libro XI)


-Lo scontro con Patroclo

Patroclo va da Achille implorandogli di riprendere le armi. Nonostante la richiesta, il Pelide rifiuta ancora. Patroclo decide quindi di indossare lui stesso l'armatura dell'amico, così una volta in battaglia avrebbe spaventato i Troiani, facendogli credere il ritorno dell'eroe. Grazie a questo trucco, i Danai riuscirono a prendere di nuovo il controllo della riva. Patroclo fu in grado di attaccare ed uccidere il grande Sarpedone e tanti altri nemici. In un lancio d'impeto Aiace riuscì a ferire gravemente Ettore, che fu costretto a ritirarsi dalla battaglia per riprendersi. Il troiano dopo aver ucciso Epigeo, lasciò perdere gli altri avversari concentrandosi su Patroclo, che per difendersi scagliò una pietra contro di lui. Il principe troiano schivò il colpo mortale e fu il suo terzo cocchiere, Cebrione, a farne le spese. Intorno al suo cadavere combattevano i duellanti come due fiere bestie, e lo scudiero cercava di attaccare Ettore alle gambe. Nella battaglia si alzò una nube di polvere che tutto copriva, perdendo di vista Ettore, Patroclo attaccò uccidendo molti altri nemici; ma ad un attacco si rivolse senza saperlo contro Apollo, unitosi in precedenza alla battaglia, che si difese con una sola mano. Il colpo all'avversario fu talmente forte da fargli perdere quasi la sanità mentale. L'ira del dio non si fermò, lancia e scudo scomparirono mentre Euforbo con la sua lancia lo ferì, Ettore allora iniziò di nuovo una furibonda lotta contro di lui, riuscendo alla fine ad ucciderlo. Patroclo in procinto di morte avvisò il nemico che non soltanto in realtà era stato il terzo ad ucciderlo, ma che presto egli sarebbe stato vendicato da Achille.


-Lo scontro tra Ettore ed Achille

In seguito alla morte di Patroclo, Achille decide di tornare in battaglia per vendetta. Il suo ritorno intimorisce i nemici, che decidono di tornare a Troia. Quì si tiene un'assemblea nella quale Ettore decide di sfidare in duello Achille. Lo scontro si tiene sotto lo sguardo degli Dei ed i genitori di Achille. Zeus prova sofferenza per la morte di Ettore. Decide quindi di proporre agli altri Dei di aiutarlo, ma la dea Atena gli ricorda che è impossibile sottrarre un uomo al suo destino. Zeus consulta il volere del Fato sollevando una bilancia che indica gli esiti dei combattimenti. La sorte di Ettore scende in basso, verso il regno dei morti. Di fronte a questo Apollo, che continuava a sostenere l'eroe, lo abbandona al suo destino. Achille lo uccide colpendolo nel punto tra la scapola e il collo, dove le sue armi (bronzee e bellissime) erano più vulnerabili. Prima di morire gli predice il suo destino, mentre tutta Ilio guarda.

(libro XX)


-Dopo la morte

Appena Ettore morì, tutti gli Achei si avvicinarono, rimanendo colpiti dal suo aspetto imponente e minaccioso che manteneva anche da morto. A turno ognuno di loro lo colpì senza ritegno. Achille non mostrò pietà o rispetto per il corpo del rivale, forò i tendini e lo legò con la sua cintura al carro. Trascinando Ettore per tutto il campo. I genitori del morto guardavano lo spettacolo e gridavano, mentre la moglie fu raggiunta dalla terribile notizia mentre attendeva fiduciosa il marito nella sua casa. In seguito Achille non si ritenne soddisfatto e fece dei giri con il carro attorno alla tomba di Patroclo. Apollo chiese a Zeus, che il cadavere di Ettore venisse restituito al suo popolo poiché accanirsi sui defunti era ritenuto un oltraggio agli dei. Priamo, grazie all'aiuto di Ermes riuscì ad arrivare all'accampamento nemico e a parlare con Achille. Pianse, gli baciò le ginocchia e lo supplicò, alla fine ottenne il corpo come voleva. Il corpo rimase nascosto agli occhi del padre perché, se l'avesse visto in quelle condizioni, avrebbe potuto attaccare Achille e rimanere ucciso.

Furono successivamente indette delle gare: era infatti usanza tipica dell'epoca il festeggiare con dei giochi la morte di personaggi illustri. Nel caso di Ettore i festeggiamenti durarono nove giorni, durante i quali ci furono frastuoni orrendi al punto da far cadere dal cielo qualunque uccello volasse. Il corteo funebre fu aperto da Andromaca, Ecuba ed Elena. Il corpo fu seppellito per ordine di Apollo in una città greca tenuta nascosta. Ecuba dapprima cercò lo scudo del figlio, per recuperare la memoria di Ettore insieme alla sua immagine, grazie al sudore ivi impresso.


-personaggi:

Ettore: principe troiano

Paride: fratello di Ettore

Elena: moglie di Menelao

Menelao: marito di Elena e re di Sparta

Agamennone: fratello di Menelao

Eleno: fratello di Ettore

Nestore: il più vecchio e il più saggio sovrano che assediò troia

Diomede: capitano acheo (figlio di Tideo “Tidide”)

Eniopeo: cocchiere di Ettore

Teucro: fratello di Aiace         

Patroclo: parente di Achille

Achille: semidio figlio di Peleo “pelide”

Sarpedone: figlio di Zeus e fratello di Minosse

Epigeo: viene convinto da Achille ad entrare in guerra

Priamo: re di Troia

Andromaca: moglie di Ettore

Fonti:

www.wikipedia.it


http://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_(mitologia)

http://www.rodoni.ch/busoni/bibliotechina/nuovifiles/iliade_h/testo.htm

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